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the-saint
NATURALmente allusivo e non esaustivo...


Diario


17 novembre 2008

Dottorati...

 

Ritornare ad aggiornare questo blog necessità di avvenimenti decisamente importanti. La novità della settimana scorsa, effettivamente, lo è.

Ho passato l’esame di dottorato. Si, sono ancora piuttosto incredulo ma sarà ufficialmente un precario della ricerca per i prossimi tre anni. Questo significa che, per la prima volta nella mia vita, posso concedermi perfino il lusso di programmare.

Il momento è sicuramente adatto: l’università è più bersagliata che mai, i lavoratori pubblici sono visti come il peggio del peggio e la ricerca italiana considerata come un lusso che il paese non si può permettere.

Sono ufficialmente un capitano di ventura, pronto a combattere nel vorace mondo degli impact factor e dei workshop tematici.

Però per adesso me la godo….






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14 settembre 2008

Stey tiuned...

L'essere abituato a passare estati in paesi superturistici ed assaltati dai gitanti mi sta pian piano presentando il conto. Già perchè questa è oramai la seconda estate che passo in paeselli piuttosto fuori dai normali circuiti turistici e, come testimonia la ripresa di questo blog, il fatto non ha arrecato danni irreparabili alla mia mente o al mio corpo (o almeno non a breve termine).

Sono ancora vivo, insomma. Ho parecchie cose da raccontare ma, in questo momento, non le saprei descrivere con la giusta dovizia.

Vi aggiornerò, non dubitate...




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22 giugno 2008

Living at the Outlet...

Ecco, a me dispiace molto dare giudizi su cose che non conosco ma, alla fine, lo faccio sempre. A me questa alta germania proprio non prende. Tutto cosi pulito, tutto cosi in vendita, sembra veramente di vivere all´outlet di Serravalle. Al confronto la Losanna della settimana scorsa mi sembrava Torre del Greco. E´ impossibile non restare un po´ cosi di fronte a questa cittadella di glorioso passato anseatico con un clima che cambia veramente repentintino. 

Oggi abbiamo finito il primo step di questo e domani comincia il convegno vero e proprio. Io sono indietrissimo con la presentazione ma ho sentito di gente messa peggio di me.

L´altro mo obbiettivo e´ trovare un paio di sandali. Cazzo, loro sono i re dei sandali, anzi, i re dei sandali con calza. Naturalmente il calzino marrone lo lascio volentieri. Domani farö (come mi pace usare la ö) un giretto per i mega centri commmerciali. Sarä (anche la ä non e´ male) la mia missione.

Che dirvi di piü (e tre...), vi aggiorno appena rimetto il piede sul patrio suolo, magari superando indenne la nottata italo-spagnola che abbamo organizzato con questi e quelli.




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6 maggio 2008

Il Vajont dello stato sociale...

 

Lo devo confessare, non posso più trattenermi. Non volevo, è stato un errore, non dipendeva da me… Vabbè, insomma. Lo confesso. Ho fatto un viaggio a scrocco nella metropolitana di Stoccolma. Slussen-Rissne. Cavolo lo so, è assurdo. Ho fatto l’italiano furbo nel feudo dello stato sociale, nella Versailles dei servizi al cittadino, ho aperto una crepa in un sistema per cui il povero e compianto Olof Palme aveva speso una vita. Non ho pagato una corsa e, lo so, potrei aver appena aperto una falla in un sistema che, d’ora in poi, potrebbe non essere più lo stesso. Niente più servizi pubblici puntuali, niente più mobilità sostenibile, niente più sorrisi degli addetti alla Tunnelbana. Niente più colonnine sparse qua e la per la strada al solo scopo di farti gonfiare le gomme della tua bicicletta, niente più scale con le aggiunte di rampe disabili e rampe per le mamme e le carrozzelle, niente più asili nido ogni 100 abitanti, niente più sussidio a te che vai a scuola di 100 euro al mese “così ci vieni e ti alfabetizzi”, niente più fate pure il bagno a Stoccolma, niente più prati e boschi in mezzo alla città, niente più pago le tasse sull’80% del mio stipendio e non dico niente perché so che è giusto e normale.

L’ho fatta grossa, ho tolto un mattone dalla diga che sorreggeva un sistema di servizi al cittadino che si autoalimentava da anni, vero esempio del welfare virtuoso…

Il tutto devastato da un italiano qualunque (anzi due), addirittura uno dei pochi che lui non l’hanno neanche votato, uno di quelli che trova assurdo che si brucino bandiere di un paese quando non si è d’accordo con la politica del suo governo.

Ebbene si, uno così, girandosi dall’altra parte alla vista di un’obliteratrice, potrebbe aver rovinato tutto questo.

Ma anche no…




permalink | inviato da the-saint il 6/5/2008 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


22 aprile 2008

Au revoir Air France...

 Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !

Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !





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15 aprile 2008

Riflessioni dopo ieri...

Cosa dire? Male, certo. Ma non rende granchè l'idea. Certo se ci penso il dover affrontare i prossimi anni della propria vita pensando come saremo, cioè di che stampo sarà l'Italia di questi anni, non mi tranquillizza. Certo, ci sarà "il nuovo piano di rilancio dell'edilizia popolare" quindi avrermo tante belle Begato o Cep nuovi in giro. Ma non tutto è perduto.
Già perchè dopotutto, come suggeriva lo spot di uno che ha perso (ed ha proprio perso) non devo pensare a quale partito, ma piuttosto a quale paese. Analizziamoli:
La Grecia: si in effetti avrei anche la possibilità, si mangia bene, le università funzionano ma, a pensarci bene, non esiste praticamente il treno e fa caldo, troppo caldo per i miei gusti.
La Spagna: questa potrebbe essere una buona soluzione: sono mediamente ricchi, socialisti, il morfotipo è il mio spiaccicato d, in più, decisamente in ascesa. Da tenere in considerazione
La Francia: il mio legame transalpino è decisamente forte. Non solamente perchè ci sono mille posti per andare a sciare e sott'acqua ma anche perchè a me, a dirla tutta, sono proprio simaptici con quell'aria da "tanto siamo la Francia e ne veniamo sempre fuori". Anche se questa volta, a guardare i conti pubblici, è veramente difficile...
La Germania: No, no e... direi no.
La Svizzera: prima non li consideravo proprio. Ultimamente mi sono ricreduto conoscendo qualche indigeno. Eppoi si scia a stecca...
L'Inghilterra: ottima musica, ottimo Pil ma sempre con quelle salse da tutte le parti. Ho paura di diventare uno che mangia biscotti burrosi e gioca a golf il sabato pomeriggio..
La Svezia: Ottimo Pil, ottimo stato sociale e sono sicuro che uno come il nostro nuovo(?) presidente del consiglio non lo farebbero neanche sbarcare a terra per manifesta impresentabilità. Che dire, a parte il buio estivo e l'acqua un po' fredda mi convince proprio. Sarò li tra tre settimane. Magari mi fermo...







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11 marzo 2008

Scale e minestroni...

 

Il palazzo ottocentesco che domina l’inizio DELLA via commerciale di Genova, unisce alle bellezze artistico architettoniche anche il fatto di ospitarmi durante i miei corsi all’italo-britannica. Palazzo signorile, non c’è che dire, l’ideale per chi vuole portare la cultura anglosassone a mischiarsi con cima e pasta al pesto. E’ oramai più di un biennio che frequento la struttura che, a dirla tutta, regala sempre ottimi spunti. Partendo dal custode. Dominicano, giovane e decisamente soprappeso. Lui, portiere vecchio stampo, fa ampi gesti di saluti con le mani e commenta le simpatiche bionde ch salgono le scale. Già ma dove vanno le simpatiche bionde che salgono le scale? Ma naturalmente nel parrucchiere superfescion del secondo piano. Li vengono ricevute da un ragazzotto molto spettinato e molto omosessuale che sorride e le fa accomodare in un salotto rosso pieno di copie di “Chi” e “Dippiùtivvù, diretto da Sandro mayer” (Esticazzi!).

Sali il piano e la tricologia si compone di nuove sfaccettature con la presenza della storica ed inimitabile scuola per parrucchiere ed estetiste. Quando arrivo io, di solito loro stanno uscendo. Argomenti preferiti? Unghie dell’alluce, “amicidimariadefilippi”, la piega matrimoniale, amicidimariadefilippi, depilazione definitiva, amicidimariadefilippi, il mascara autostruccante e il nuovo numero di “Dippiùtivvù, diretto da sandro mayer (Esticazzi di nuovo!).

Un paio di piani noiosi e pieni di avvocati per poi giungere al britannico portone. Qui gli odori si mischiano. L’incenso del corso di Yoga, il tè dei corsisti leccaculo, l’intonaco fresco dell’associazione amministratori in rifacimento, l’operaio che sa di minestrone, l’altro che ne sa di panissette fritte…

Are you ready for another lesson?




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19 febbraio 2008

Il viaggio Travagliato...

 

Il fatto che io non aggiorni il blog da molto si risolve semplicemente nel fatto che non è che mi capitino cose molto divertenti o particolari da raccontare. In effetti dopo la Grecia tutto mi sembra molto più normale. Ieri però, un fantastico viaggio in treno col regionale per savona delle ore 20 15 mi ha decisamente tirato su il morale.

Come si discuteva stamane con un noto creativo della riviera di ponente, la nostra squallida linea Genova-Ventimiglia regala poche volte personaggioni meritevoli di attenzione. Una linea troppo terziaria, quella del ponente, con gli ingegneri che scendono a sestri o i programmatori a sampierdarena. Tutti fissi davanti al portatile a rivedere il software di puntamento dei missili o il nuovo record di tetris. Ieri sera no, ieri sera mi è quasi spiaciuto dover scendere…

Lui: Certo che quel Travaglio è proprio bravo.

Lei: Eh si, peccato che c’era casino in quella libreria, a l’ea grossa, cumma l’è che se ciamma? A Feltrinelli?

Lui: Ma sei abelinata, à l’è a ciù importante de Zena. Non sei proprio mai uscita da Sassello!

Lei: T’è ti che non mi porti mai fuori, semmu sempre a cà a miiàse in ti oeggi

Lui: Comunque è stato un bene che siamo riusciti a beccare sto treno, arriviamo a casa un’ora prima, anche se non abbiamo timbrato il biglietto

Lei: E semmai ce lo diciamo al controllore. U bigettu ghe l’emmu e mi, de palanche in te stacche nu ghe n’ho ciù.ù

Lui: Stai tranquilla c’è l’ho io.

Lei: Non non ce l’hai neanche te! Se qui ci fosse seduto un negro o un albanese non ce la fa pagare la multa a lui. Perché a noi si?

Lui: E ben, se arriva bene…

Lei: Se non arriva meglio…

Lui: T’è vistu u Gian? Va a ballare tutti i sabati, in ta Pinetina.

Lei: Eh sci, siamo solo noi che non c’abbiamo un belin di hobby. Ci guardiamo negli occhi da 40 anni!

Lui: Ma lascia stare, che io mi leggo i blog su internet

Lei: E, e io do da mangiare ai cani. Va ben dai, però, sto travaglio l’è propriu bravo, parla dei problemi della gente…

Eh si, i problemi della gente…….

(L’alternanza dialetto/pseudoitaliano è riportata nella sua integrità, Sassello è un noto comune dell’entroterra savonese famoso per i funghi e gli amaretti)




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12 gennaio 2008

Abitudini...

 

Piove forte oggi e, ogni tanto, grandina anche. E’ la giusta Liguria quella che si ripresenta dopo avere abbandonato i vezzi valdostani della settimana scorsa. Pioggia e nuvole basse. Inverno, in poche parole. Un inverno strano cominciato su un’isola dove a dicembre si faceva il bagno, continuato con la neve in spiaggia e i ghiacciai dell’Engadina.

Giorno di pioggia quindi e giorno ideale per tagliarsi i capelli. Il mio ultimo taglio greco stava assumendo dimensioni di ciuffo abnormi, con punte che non facevano rimpiangere bobby solo o little tony (intendo prima che li imbalsamassero). Oggi però, le mie avventure tricologiche hanno subito un cambio epocale. Il mio parrucchiere si è trasferito. I dissidi interni con il collega un po’troppo incline al bianco mosso lo hanno portato alla seria decisione di mettersi in proprio.

Da stamattina quindi, si cambia strada.

Addio passeggiate per la creuza con i muri che fanno la pancia. Si rimane a Terralba si, ma con un percorso diverso che mi fa passare in una stradina tra i campi di fianco alla casa rosa, mi fa sbucare nella piccola vecchia aia dove u maxelà faiva crià u maià, mi fa attraversare un ponte al di sopra di una rumorosissima autostrada per la Francia, mi fa passare davanti ad un consorzio agricolo per poi depositarmi davanti al solito taglio corto “come al solito”.

Come al solito, appunto…




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3 gennaio 2008

Qualcosa di particolare...

 

 

Ebbene si, per tornare a scrivere mi ci voleva qualcosa di eccezionale. Qualcosa che sradicasse in modo definitivo l’idea della Grecia assolata e, alla peggio, umida.

Scrivo oggi, quindi, mentre, se allungo un po’ il collo vedo il mio rivierasco paese in balia ad una tormenta di neve degna della miglior Livigno.

Nevica da stamane, forte e ventata tanto da farmi salire lo scrupolo di portare un po’ di pane a mia nonna che non esce di sicuro con questo tempo ma che al pane non può rinunciare, neanche con la pasta al pesto.

Mi chiedo quindi, se domani sarà il caso di tirar fuori gli sci e le pelli e spedirsi un po’ verso i monti alle mie spalle. Non credo lo farò, soprattutto per non distruggere ancora di più gli sci già provati dalla nevicata costiera di due anni fa.

Il problema è che non si può lasciar andare via un nevicata così senza neanche una discesa, un sacco di spazzatura sotto il sedere o una semplice passeggiata con le ciaspole.

Vabbè va, ho ancora tempo per pensarci, qui non da segno di smettere…




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